Naturopatia d'estate

di

Diego Dentico

Illustrazione

Sil Benedetti


Potete trovare un'introduzione alla definizione

di Naturopatia e al progetto dell'autore QUI



In estate, di notte, i rumori sono in festa.

(Edgar Allan Poe)

il fuoco di San Giovanni


Convenzionalmente l’inizio della stagione estiva è fissato il 21 giugno, chiamato anche Mezza Estate, termine che eredita la tradizione celtica di definire l’inizio della stagione luminosa a Beltane, tra fine aprile e i primi di maggio.

Si tratta della stagione più calda dell’anno, ma il solstizio rappresenta il culmine, il momento in cui la forza solare tocca il suo apice e inizia inesorabilmente a decrescere verso l’autunno.

È la stagione della maturità, degli amori dolceamari che nascono sotto gli auspici dei malinconici tramonti d’agosto e del “riposo”.

Un riposo, in realtà, più simbolico che non effettivo, in quanto si tratta della stagione in cui la natura è maggiormente attiva nella maturazione, così come gli esseri umani sono attivi nei lavori agricoli del primo e del secondo raccolto.


La stagione inizia con il solstizio.

Solstizio

dal latino: sōl, “Sole” e sistĕre, “fermarsi”


Quel momento magico in cui tutto sembra immobilizzarsi per un secondo, in cui la natura sembra trattenere il respiro, attimo che riverbera in tutti i pomeriggi estivi, quando il calore ferma le attività e la luce assoluta sconvolge i sensi, confondendo i confini tra la realtà e il sogno.

Un fiato sospeso che in qualche maniera stiamo vivendo da diversi mesi, una sosta forzata che ci ha obbligati a guardare il mondo da nuove prospettive e che forse, ora, può trovare il modo di trasformarsi.


Nel giorno di Mezza Estate, gli antichi celebravano la forza solare che impregna definitivamente la vegetazione, porta alla fruttificazione e al vigore dei principi attivi delle erbe officinali – momento perfetto per collezionare le officinali (foglie, fiori tardivi e frutti).

Non a caso, in tutta Italia è diffusa la tradizione delle “erbe di San Giovanni”, termine con cui generalmente ci si riferisce all’iperico, ma che in realtà include molte specie quali il rosmarino, la lavanda, la verbena e l’artemisia.

La stagione estiva, che quest’anno (2020) vede il proprio inizio con il solstizio del 20 giugno alle ore 21.43, veniva onorata da due feste.


La prima, che prende il nome di Alban Hefin nelle tradizioni ricostruzioniste celtiche e significa “luce dell’estate”, celebra esattamente il momento del solstizio.

In ambito cristiano il solstizio estivo è stato “mascherato” e conservato tramite la figura di San Giovanni, che nell’agiografia era il cugino di Gesù nonché suo “battista”.

Durante le proprie prediche Giovanni condannò Erode che conviveva con la cognata Erodiade e, per compiacere la figlia di quest’ultima, Salomé, lo fece decapitare. Da un punto di vista simbolico, la specularità fra il Cristo e San Giovanni ricalca una mitologia più antica: Gesù, che “nasce” al solstizio invernale (“spostato” al 25 dicembre per questioni religioso-calendariali) passa attraverso ciò che i greci chiamavano “la porta degli dèi”, portando la luce nel mondo.

San Giovanni, che viene onorato al solstizio estivo (anche questa volta spostato al 24 di giugno) passa attraverso la “porta degli uomini”, annunciando e prefigurando la Parola immortale che giungerà con il messia.


Il periodo del solstizio, anche a livello popolare, è un momento attivissimo, in cui nelle leggende e nel folklore le streghe e le creature fatate sono particolarmente indaffarate, svegliate dal torpido mistero in cui riposano proprio dalla sospensione del tempo e delle “leggi ordinarie” determinata dal momento di picco.

Per difendersi dai loro attacchi, o forse per celebrare in terra il mistero celeste, era tradizione contadina accendere i fuochi e danzarci intorno, spesso tutta la notte. Saltare sopra le braci era un rito propiziatorio per il matrimonio, saltando in coppia si invocava la nascita di un figlio.


La seconda festa celtica estiva era Lughnassad, segnalata dalla levata eliaca di Sirio, intorno al 1° di agosto. Lughnassad deve il suo nome al dio Lugh, divinità fondamentale che riuniva in sé gli aspetti del re, del mago e del guerriero, maestro d’ogni arte. Nonostante questo, Lugh non era considerato un “dio supremo” in quanto figura d’eccezione che non può essere definita in alcun ruolo specifico. Cesare, nel De Bello Gallico identificava infatti Lugh con Mercurio.

I nomi di molte città europee come Londra (Londinium in latino, derivante Lugdunum), Lugo in Spagna o Lione in Francia, derivano direttamente da questo dio.

Il sentiero di Mefite


Lugh potrebbe essere un’entità strettamente legata agli Indoeuropei e un “cugino” di quel Luc che, nell’Italia di lingua osco-sabellica, era paredro della dea Mefite, signora delle acque, delle paludi, delle fonti.

Mefite, da cui la parola “mefitico”, era una dea ambigua, della vita e della morte.

Una delle possibili etimologie del suo nome potrebbe derivare da “colei che si trova nel mezzo” o “colei che si inebria”.

Considerando che l’estate 2020 sarà dominata dal passaggio della luna nei segni d’acqua, ho deciso di dedicare a lei le tre lunazioni di giugno, luglio e settembre


luna delle erbe

luna del grano

luna dell’uva

Luna delle Erbe

21 giugno - 8.41 / novilunio nel segno del Cancro

5 luglio - 6.44 / luna piena in Capricorno


Secondo gli almanacchi contadini, la sinergia fra la luna e il segno acquatico per eccellenza che ne è dimora, si accompagna ai temporali e all’umidità che caratterizzano questo passaggio.

Non è raro che il solstizio estivo sia accompagnato anche da un’eclissi di sole.

Il primo quarto della luna delle erbe può verificarsi in Bilancia o Scorpione e il plenilunio, il 5 luglio alle 6.44, sarà in Capricorno, portatore di un clima caldo e stabile.


È un buon momento per iniziare a prepararsi all’esposizione solare tramite l’introduzione di carote e spirulina nella propria dieta.

L’umidità portata dalla luna in Cancro è foriera di zanzare e altri simpatici amici insetti.

Per difendersi dai loro morsi si può utilizzare in via preventiva un olio repellente a base di geranio e citronella (10 gtt di olio essenziale in 30 ml di olio di mandorle dolci) oppure correre ai ripari utilizzando olio essenziale di lavanda, oleolito di iperico (da preparare con le sommità raccolte ora, vedi ricetta a fondo pagina*) o arnica.


La lunazione delle erbe indica l’inizio del periodo di raccolta delle piante officinali. Una cerimonia popolare prevedeva di raccogliere erbe e fiori di stagione, lasciarle in ammollo tutta la notte della vigilia di San Giovanni e di lavarsi viso e corpo il giorno dopo per purificarsi dalla malasorte.


Tra le erbe e i fiori che si possono infondere nell’acqua di San Giovanni ricordiamo il sambuco, la rosa canina, il caprifoglio, la rosa, la menta, l’iperico, i trifogli, il ranuncolo, il timo, il basilico, il rosmarino, la lavanda, l’artemisia…


Una nota importante nella fase della raccolta:

non devastate l’ecosistema!

È bene ricordare che i fiori sono gli apparati riproduttivi vegetali e che nel momento in cui si interagisce con l’ambiente non è il caso di devastarlo per accaparrarsi la maggior parte delle risorse.

Seguendo l’animo “pagano” che suggerisco nei miei interventi si potrebbe addirittura sperimentare l’uscita dalla propria zona di comfort chiedendo il permesso alle piante prima di raccoglierle, uniformandosi così alle regole degli antichi rizotomoi, i sacerdoti delle erbe dell’Antica Grecia.

Luna del Grano

20 luglio - 19.33 / novilunio in Cancro

3 agosto - 18.59 / luna piena in Acquario

La lunazione del grano, che può iniziare tra fine luglio e inizio agosto, quest’anno arriva piuttosto presto, il 20 luglio e dà un nuovo scossone al clima stabilizzato dal plenilunio in Capricorno della lunazione precedente.

La luna piena del grano, che tendenzialmente coincide con la sua mietitura, arriva il 3 agosto alle ore 18.59 in Acquario – un bontempone zodiacale che indica convivialità, scampagnate e belle amicizie.

Periodo di canicola e di scottature, arriva in nostro aiuto l’oleolito di iperico (*vedi ricetta a fondo pagina). Altro oleolito utile da preparare per la pelle è quello di calendula.

Luna del Vino

19 agosto - 4.41 / novilunio in Leone

2 settembre - 7.22 / luna piena in Pesci


La luna del vino, o dell’uva, inizia in Leone, con il novilunio del 19 agosto. Si tratta, ovviamente, della lunazione che ospiterà al proprio interno la vendemmia e che, nascendo sotto gli auspici felini, vedrà il prolungarsi della calura estiva.

Il primo quarto cade normalmente in Sagittario o Scorpione e il plenilunio in Pesci o Acquario. Quest’anno nel primo dei due segni, il 2 settembre alle 7.22 del mattino.

Secondo la tradizione, il segno dei Pesci dona a questo periodo le prime nebbie mattutine e un clima altalenante ma tendenzialmente umido, che continuerà a essere piovoso con l’ultimo quarto in Cancro.

Considerate le previsioni degli almanacchi, scritte prima che gli effetti del cambiamento climatico fossero così tragicamente visibili, è il caso di anticipare le assunzioni di astragalo, echinacea e rosa canina per modulare le risposte immunitarie, in forma di tinture madri (sempre 1 gtt ogni 2 Kg di peso corporeo, lontano dai pasti) o di estratti secchi nella misura di 1-3 capsule – in entrambi i casi tre volte al giorno.

cibo stagionale

Parte integrante della naturopatia è allinearsi con i ritmi della Terra, sia da un punto di vista comportamentale – seguendo gli impulsi che il nostro corpo ci dona ad ogni stagione – che da un punto di vista alimentare.

Giugno

Frutta: ciliege, fragole, lamponi, ribes, nespole, pere novelle, prugne, susine.

Verdura: piselli, fave, zucchini, fagiolini, patate novelle, lattuga, cipolle, aglio.

Luglio

Frutta: albicocche, susine, fichi, pesche, pere, nespole, prugne.

Verdura: pomodori, peperoni, cetrioli, melanzane, sedano, zucchette, patate, cavoli, fagiolini, lattuga.


Agosto

Frutta: susine, pesche, melone, anguria, fichi, mirtilli, uva (primizia)

È il mese per far seccare la frutta per usarla durante la stagione invernale.

Verdura: granturco tenero, melanzane, peperoni, sedano, pomodori, cetrioli, funghi, zucca, zucchine, melanzane.

Oleolito

di IPERICO

*ecco come prepararlo


Si prepara mettendo in infusione le sommità fiorite di questa pianta raccolte durante la lunazione delle erbe.

Va fatto in un vaso chiaro, non chiuso ermeticamente (eventuali ristagni d’acqua nei tessuti dei fiori possono far andare a male il preparato) ma con una garza.

Lasciato macerare per 40 giorni (ad esempio in uno scaffale della cucina), l’iperico dà all’olio ottenuto un colore rossastro.

A quel punto il tutto va filtrato e conservato per un anno all’interno di un vaso scuro.

Per allungarne la longevità di sei mesi, si possono aggiungere alcune gocce di olio essenziale di rosmarino.


L’oleolito di iperico è un “rimedio della nonna” per bruciature non gravi, eczemi, ferite e psoriasi. Bisogna però fare attenzione a non esporsi alla luce solare diretta dopo averlo utilizzato, in quanto potrebbe produrre delle reazioni avverse.

Quanto all’olio da usare per prepararlo, quello che secondo me risponde meglio all’esigenza è l’olio di riso, in quanto non è pesante quanto l’olio di oliva ed esposto al sole non irrancidisce come l’olio di mandorle dolci, ma consiglio di fare esperimenti e seguire la propria sensibilità e gusto.

Il nocino

di San Giovanni

Una delle ricette tipiche di San Giovanni è il nocino, ovvero un liquore digestivo tipico della zona di Modena. Per preparalo è necessario usare malli di noce freschi.

Secondo la tradizione va preparato tra il 24 di giugno e il 30 (ma non oltre).

Il tutto viene lasciato in infusione un anno.

Necessario:


Un vaso di vetro trasparente La scorza di mezzo limone Circa 35 noci con il mallo verde e morbido

1l di alcool alimentare a 90°-95° 750 ml di acqua 800 gr di zucchero Una stecca di cannella Alcuni chiodi di garofano (5-10 in base al gusto personale)

Tagliare i malli in quattro e mettere tutti gli ingredienti all’interno del vaso di vetro, coprire tutto con l’alcol e lasciare macerare al sole per due mesi avendo cura di mescolare di tanto in tanto per prevenire il ristagno e la formazione di colonie batteriche dannose.


Dopo due mesi preparare uno sciroppo con l’acqua e lo zucchero (meglio se zucchero mascobado integrale), mescolandoli e portandoli ad ebollizione per qualche minuto.

Filtrare il macerato alcolico, mescolarlo con lo sciroppo e trasferire in bottiglie di vetro scuro.

Il nocino deve invecchiare per due anni in un luogo fresco e buio, ma dopo sei mesi si può già assaggiare.

Nota:

Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita.




















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