Naturopatia di mezzo Inverno


Testo di

Diego Dentico


Illustrazione di

Silvia Benedetti



Come desidero allora l'inverno!

Scrupolosamente austero nel suo ordine

di bianco e nero

Ghiaccio e roccia, ogni senso nei suoi limiti,

e la gelida disciplina del cuore

esatta come fiocco di neve.

- Sylvia Plath-


Naturopatia


Con naturopatia si fa riferimento a una filosofia che, attraverso una serie di tecniche basate su una visione olistica del mondo e dell'essere umano, ha come scopo fondamentale il mantenimento del benessere e il miglioramento della qualità della vita.

L’etimologia della parola “naturopatia” è incerta. Potrebbe essere da ricercare nell’inglese nature’s path (sentiero della natura) o nella parola nature + pathos (dal greco, simpatia, empatia, sofferenza), quindi “empatia con la natura”.

Fu usato per la prima volta nel 1895 dal medico newyorkese John Scheel.


La naturopatia non identifica il benessere con l’assenza di malattia. Si può essere fisicamente sani e allo stesso tempo versare in una situazione di disequilibrio. Questo perché per la visione olistica, l'essere umano non è un oggetto singolo separato dal contesto in cui si trova. Al contrario, vengono presi in considerazione tanto il piano fisico, quanto quelli emotivo, mentale e sociale. Qui si trova la discrepanza tra il lavoro del medico e quello del naturopata, due professioni che vengono spesso erroneamente associate, ma che sono di per sé molto differenti.

La grande guaritrice di tutti i disequilibri, per la naturopatia, è la Natura. Per questo al suo interno troviamo diverse discipline.

Solo per citarne alcune di "classiche": massaggi, riflessologia, floriterapia, aromaterapia, cristalloterapia, spagiria, erboristeria, agopuntura, reiki, pranoterapia e altre tecniche energetiche.

Si tratta di pratiche che affondano le proprie radici nelle tradizioni mediche dell'antichità e rientrano nell’alveo delle Medicine Tradizionali dell’antropologia, ma che vengono oggi riconosciute come coadiuvanti del benessere psico-fisico.


Il sentiero di Diana *


L’inverno è la stagione del riposo, della comunità, delle feste. Proprio le feste del periodo natalizio sono quelle che lasciano le tracce maggiori all’interno dell’organismo e che dovremmo andare a pulire per prepararci all’arrivo della Primavera.

La naturopatia, proprio in virtù dell’essere una filosofia di vita e di prendere in considerazione i saperi del passato, trova nella luna una grande alleata, che con il suo crescere e calare determina le stagioni migliori per seminare, raccogliere, conservare, per relazionarsi con la Terra e i suoi doni. Non a caso, le medichesse medievali che venivano accusate di essere streghe trovavano la propria maestra di erboristeria e di incantesimi in Diana, la dea lunare per eccellenza.

Le tre lune invernali sono le cosiddette “luna del lupo”, “luna del ghiaccio” e “luna del vento".



Luna del lupo

La protagonista indiscussa del cielo invernale è la luna del lupo, che vede il proprio inizio con il novilunio del 25 dicembre 2019, il culmine nella luna piena del 9 gennaio 2020 e il termine nella notte del 23 dello stesso mese. La luna del lupo può iniziare in Capricorno o in Sagittario, ma quest’anno il novilunio cade nel primo dei due segni.

Negli almanacchi tradizionali veniva considerato il segno di un inverno che sarebbe durato più a lungo.

Durante le due settimane della fase della luna calante, si consiglia di utilizzare la linfa di betulla per depurare reni e apparato urinario.

Per fare fronte ai disturbi stagionali le nostre nonne utilizzavano salvia e aglio al fine di controllare le infezioni, a volte combinate con zenzero o erismo (l’erba dei cantanti) da usare come gargarismi per il mal di gola. Altre erbe utilissime in questo senso sono timo, timo serpillo, lichene islandico e eucalipto. Quest’ultimo sempre utilizzato in combinazione con la malva per ridurne la nausea che la pianta può provocare.

All’interno della luna del lupo 2019 cadono tutte le festività sostiziali, di cui il Natale – erede dei Saturnalia romani – è soltanto uno degli esempi.

A livello popolare e contadino, ritroviamo le pratiche legate alle “Dodici Notti”, ovvero quelle che intercorrono tra il 25 dicembre e il 6 gennaio. Secondo il mito, in questo periodo di buio profondo, quando il caos regna in attesa della ricostituzione del cosmo, è possibile divinare l’andamento dei dodici mesi dell’anno successivo. Una tradizione popolare consiglia di fare una ghirlanda di erbe invernali (come l’agrifoglio) all’interno della quale nascondere un bigliettino con i desideri che si vogliono vedere realizzati nell’anno successivo, e di appenderla alla porta. La notte del 6 gennaio, la ghirlanda va bruciata nel fuoco del camino per affidare i propri intenti agli spiriti dell’aria tramite il fumo.

Nelle dodici notti è possibile imbattersi nel pericolo rappresentato dalle cavalcate dei morti o nelle benedizioni del corteo delle fate. Nel folklore medievale, infatti, la prima visione era collegata al “demone” germanico Hellquinn, successivamente mutato nel più mite Arlecchino – presumibilmente originario della tradizione sciamanica mongolica, nella quale è presente la figura mitologica di Erleg Khan, il re dei morti; la seconda, invece, era collegata alle signore del destino, le fate per l’appunto, che benedicevano le case che trovavano ben spazzate e in ordine. I due immaginari si fusero, nella mente dell’inquisizione, nel mito del Sabba.

Anche la befana, probabilmente, con i suoi cappello a cono e scopa d’ordinanza, è la rimanenza di una credenza di origine romana legata alla dea Strenna, che portava la neve e proteggeva i semi durante l’inverno, volando su una scopa nella notte che successivamente si sarebbe trasformata nell’Epifania.


Luna del ghiaccio

La luna del ghiaccio inizia il 24 gennaio, culmina nella luna piena dell’8 febbraio e terminerà il 23 dello stesso mese. Nel 2020, il novilunio in Acquario indica l’arrivo di tempo variabile, di giornate fredde e terse che però promettono l’arrivo della primavera.

Questa lunazione ospita al proprio interno due momenti molto importanti del calendario contadino: i “giorni della merla”, considerati i più freddi dell’anno e monito alla conservazione della legna e delle scorte di cibo, e la festa della Candelora, il 2 febbraio. Secondo l’adagio popolare, se durante la Candelora piove o nevica l’inverno è ormai giunto alla propria conclusione. Nella mitologia cristiana questa festa commemora la presentazione di Gesù nel tempio ed è il momento in cui vengono benedette le candele, simbolo del “Cristo luce del mondo”.

Probabilmente ricalca feste precristiane, tra cui la festa celtica nota con il nome di Imbolc che sanciva l’antico passaggio dall’Inverno alla Primavera. Alla candelora è legata anche Santa Brigida di Kildare, che viene onorata nel giorno del 1° febbraio. Questo personaggio non è mai esistito storicamente, si tratta della cristianizzazione di Brigid, dea irlandese del fuoco.

Nell’antichità pagana in questo periodo cadeva la festa di Iunio Februata, ovvero Giunone purificata, da cui il nome del mese “febbraio”.


A tal proposito è consigliato l’uso della radice di bardana, una pianta che può essere utilizzata sia per via interna per andare a detossificare l’organismo sia a livello locale, soprattutto come maschera per pulire la pelle, sia come decotto da assumere durante la giornata.


Luna del vento

Segue immediatamente la luna del vento, che inizia con il novilunio del 24 febbraio in Pesci – a cui dagli almanacchi tradizionali veniva associato un clima instabile come il segno – raggiunge il suo apice nel plenilunio il 10 marzo e termina il 23 dello stesso mese.

La luna del vento porta irritabilità e il cambio stagionale dall’Inverno alla primavera può essere accompagnato da uno stato d’ansia. Le piante che ci sostengono in questo periodo dell’anno sono la melissa, il biancospino e il tiglio.

La lunazione del vento è inoltre un buon momento per preparare l’organismo a sopportare la produzione di pollini delle piante che si svegliano. Il ritrovato erboristico migliore è il macerato glicerico di ribes nero.




cibo stagionale

Parte integrante della naturopatia è allinearsi con i ritmi della Terra, sia da un punto di vista comportamentale – seguendo gli impulsi che il nostro corpo ci dona ad ogni stagione – che da un punto di vista alimentare.


Dicembre

Frutta: Uva, Mele, Pere, Mandarini, Pistacchi, Pignoli, Noci, Nocciole, Mandorle, Olive, Aranci, Kaki, Frutta secca, Castagne, Datteri.

Verdura: Patate, Patate dolci, Zucca, Spinaci, Scarola, Carote, Sedano, Granoturco per polenta, Finocchi, Tartufi, Lenticchie, Fagioli, Cavolfiore, Sedano.

Gennaio

Frutta: Mele, Pere, Uva bianca, Aranci, Mandarini, Cachi.

Frutta secca: Fichi, Pesche, Uva passa.

Verdura: Patate, Patate dolci, Zucca, Spinaci, Scarola, Carote, Granoturco, Radiche, Cavoli, Finocchi, Barbabietole.

Febbraio

Frutta: Mele, Pere, Aranci, Noci, Nocciole, Mandorle, Frutta secca in generale.

Verdura: Patate, Zucca, Cardi, Catalogna, Radiche, Indivia, Cicoria, Spinaci, Carote, Rape, Barbabietole




Nota

Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita.


* Sentiero di Diana_ Ringrazio Micaela Balìce del progetto “Strie” per il prezioso lavoro di studio e divulgazione del calendario lunare.












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