Naturopatia di Primavera

Testo di

Diego Dentico


Illustrazione di

Sil Benedetti


Potete trovare un'introduzione alla definizione di Naturopatia e al progetto dell'autore QUI




Siediti tranquillamente,

non fare nulla,

la primavera arriva

e l’erba cresce da sola…

(Detto zen)


Il fuoco felice della primavera


La primavera è universalmente riconosciuta come la stagione della rinascita, della fioritura, dei campi che rinverdiscono, delle gemme che si gonfiano sugli alberi, della natura che si risveglia dopo il rigido periodo invernale. È il momento che inizia convenzionalmente con l’equinozio in Ariete, segno di fuoco e vita debordante.


Nel periodo primaverile cadevano le feste celtiche di Ostara, collegate alla primavera (quest’anno il 20 marzo alle 03.50) e Beltane, che rappresentava l’unione del Cielo e della Terra, negli aspetti di Belenos e Belisama, attraverso il coito dei primi temporali, prefigurazione delle piogge estive.

Per convenzione, Beltane è fissata al 1° maggio, ma probabilmente cadeva in corrispondenza del plenilunio di questo periodo (nel 2020 sarà il 7 maggio).

L’anno solare romano iniziava in primavera e non per caso le festività pasquali – che hanno come tema centrale la resurrezione – avvengono in questa stagione. È il momento in cui iniziano a spuntare le erbe amare quali il tarassaco, che si può mangiare in insalata se le foglie vengono raccolte prima dell’apparizione del fiore, oppure la cicoria e la bardana. Queste piante sono utili per proseguire la depurazione iniziata a gennaio. Nel periodo di Quaresima, ovvero la commemorazione dei quaranta giorni che Cristo passò nel deserto sottoposto alle tentazioni del diavolo, vengono anche prescritti digiuni rituali e l’astensione da cibi quali la carne.


Il sentiero di Ecate


Nell’antichità greca, a Eleusi, durante il periodo dell’equinozio primaverile venivano celebrati i “piccoli misteri”, ovvero il ritorno di Persefone dall’Ade accompagnata dal figlio della promessa, il bambino che era stato concepito nelle profondità del mondo inferiore, talvolta identificato con Zagreo, una delle ipostasi di Dioniso.

Un altro dono che la dea portava con sé per gli esseri umani erano i semi del grano.

Nel mito Persefone istituì così due costumi fondamentali della civiltà: l’agricoltura, fondamentale per trasformare una società nomade di cacciatori-raccoglitori in una agro-pastorale, e la religione. Il cereale era nutrimento per il corpo, ma attraverso l’osservazione della natura ciclica della vegetazione e della morte e resurrezione del seme in seno alla Madre Terra, l’umanità apprendeva simbolicamente l’immortalità dell’anima.


Quando, ai tempi dell’equinozio autunnale, Persefone fu rapita da suo zio Ade, solo due entità assistettero al ratto: uno era Elio, il sole, che mise al corrente la madre disperata, Demetra, del destino della fanciulla scomparsa; l’altra era Ecate, titanessa della profezia, delle erbe e soprattutto… della luna.

Demetra, che nei miti appare come potentissima, ma poco incline alle questioni intellettuali, non era riuscita a comprendere le parole misteriose di Ecate e si era successivamente rivolta al titano del sole. Laddove il secondo parlava con chiarezza e intuizione, la prima ricamava sentieri notturni a stento visibili, enigmi, intuizioni.


Su queste strade lunari, di cui Ecate è signora, possiamo tutt’oggi camminare con un occhio naturopatico, osservando tempi, erbe e pratiche per il mantenimento dello stato di benessere.


Ogni volta che ci fermiamo, respiriamo e ci prendiamo cura del nostro equilibrio, nel sistema corpo-energia umano ci si riconnette a quella forza di autoguarigione naturale, che Ippocrate chiamava vis medicatrix naturae.

Per sostenerla durante questo cambio di stagione, possiamo assumere estratti di astragalo al fine di portare equilibrio nelle difese immunitarie: con il doppio risultato di aiutarci a combattere i colpi di coda delle influenze stagionali e di ridurre la risposta allergica ai pollini.




Le lune della primavera vengono chiamate in gergo:


luna della lepre

luna dei fiori

luna del miele



Luna della Lepre

La lunazione della lepre inizia il 24 marzo 2020, in Ariete.

Secondo gli almanacchi tradizionali questa luna rappresenta l’arrivo di un clima caldo e impetuoso, così come caldo e impetuoso è questo segno zodiacale di fuoco che dà propulsione alla vita della natura.

Durante le idi di marzo, ovvero il 15 del calendario romano, avvenivano le celebrazioni orgiastiche per Anna Perenna, dea della fertilità che appariva sia come giovane ninfa sia come vecchia, e rappresentava l’anno nel suo principio e nella sua fine. Il calendario istituito da Romolo alla fondazione della città era originariamente diviso in dieci mesi ed era a base lunare. Le idi di marzo corrispondevano alla fase della luna piena, manifestazione di Anna. Ovidio racconta che il festeggiamento includeva la costruzione di piccole capanne e una lunga serie di bevute: ogni bicchiere tracannato in onore alla dea si sarebbe riflesso nel numero di anni felici che lei avrebbe concesso al bevitore.


Qualora vi interessi riscoprirvi pagani, l’equivalente delle idi di marzo di quest’anno cade

l’8 aprile. In cielo sarà presente la superluna.

È il momento in cui inizia l’”invasione dei pollini” tanto temuta dai soggetti sensibili. L’erboristeria consiglia, per tenere a bada i sintomi dell’allergia, il macerato glicerico di ribes nero o quello di camomilla.

Le modalità classiche di assunzione sono 1 goccia ogni 2 chili di peso della persona tre volte al giorno lontano dai pasti.

Nello stesso periodo possono insorgere problemi relativi alla fragilità dei capelli, a cui si può porre rimedio assumendo miglio e applicando impacchi di equiseto, rosmarino e tè verde.


Luna dei Fiori

La lunazione dei fiori inizia invece il 23 aprile 2020, in cuspide tra Ariete e Toro. Se l’Ariete è il segno della vitalità, il Toro è quello della stabilità, della densità, della materia prima. Laddove il primo è dominato dall’aggressivo Marte, divinità legata alla guerra, ma anticamente agraria, il secondo subisce gli influssi di Venere, dea della bellezza e della sensualità.

Il novilunio in Toro ci parla dell’esplosione della vita, dell’erotismo delle api che suggono in estasi il nettare dei fiori. Secondo l’astrologia la luna si esalta in Toro, ovvero esprime al meglio le proprie caratteristiche. Nel cristianesimo, che ha assorbito e paradossalmente conservato molti elementi delle religioni pagane antiche, la luna è diventata un attributo di Maria. Infatti maggio è il mese mariano per eccellenza, serica maschera della Grande Madre in salsa neotestamentaria.

In questo periodo possono occasionalmente esserci dei cali di energia (e di pressione) a cui si può rimediare con la liquirizia e con il sale, ma anche problemi digestivi e irritabilità dovuti al cambio del clima. Per questo la tradizione suggerisce tisane a base di finocchio, anice e ortica, da assumere tre volte al giorno due ore dopo i pasti.


Luna del Miele

Infine, come ultima protagonista della stagione, abbiamo la luna del miele, che inizia il suo percorso nel cielo a partire dal 22 maggio 2020, primo giorno nel segno dei Gemelli, costellazione dominata simbolicamente da Mercurio, dio della comunicazione, dei viaggi e dei ladri.

I pensieri, sotto l’influenza di questo nume, collegati al fermento che prosegue in una natura operosa che si prepara all’estate, possono portare mal di testa e problemi di cervicale, che in naturopatia si risolvono applicando poche gocce di olio essenziale di lavanda alle tempie o una pomata a base di artiglio del diavolo sulle vertebre doloranti.




cibo stagionale

Parte integrante della naturopatia è allinearsi con i ritmi della Terra, sia da un punto di vista comportamentale – seguendo gli impulsi che il nostro corpo ci dona ad ogni stagione – che da un punto di vista alimentare.


Marzo

Frutta: mele, pere, arance, olive.

Frutta secca: fichi, prugne, pesche, uva passa, noci, nocciole, mandorle.

Verdura: spinaci, asparagi, biete, crescione, cicoria, carciofi, finocchi, cavoli, carote, porri, ravanelli.


Aprile

Frutta: mele, pere, fragole, olive.

Frutta secca: noci, nocciole, mandorle, prugne, pesche, pere.

Verdura: cavolfiori, lattuga, spinaci, carote, radicette, bietole, piselli, ravanelli, carciofi.

Erbe selvatiche: asparagi, tarassaco.


Maggio

Frutta: fragole, nespole, ciliegie.

Frutta secca: mandorle, fichi secchi, prugne.

Verdura: lattuga romana, spinaci, piselli, cipolline, asparagi, fave, porri, fagiolini.





Ricetta tratta dal Kitchen Manifesto di LemmeLemme

-Kicharee


Una possibilità di piatto nutriente e completo con base di riso o di un altro cereale (la quinoa ad esempio si presta a questa ricetta) è il Kicharee, un piatto tipico indiano curativo che stimola la digestione.


50 grammi di fagioli (o lenticchie)

100 grammi di riso o quinoa

1 cucchiaio di olio

un po’ di zenzero fresco tritato

1 cucchiaino di semi di cumino e di senape

½ cucchiaio di alghe

1 cucchiaino di curcuma, zenzero, coriandolo (e/o coriandolo

fresco per guarnire)

un pizzico di assafetida in polvere

verdure di stagione a piacere


Dopo aver sciacquato legumi e riso, scaldare lo zenzero grattugiato in padella con l’olio e i semi di cumino e senape.

Aggiungere allora fagioli, riso e acqua; far cuocere portando a bollore e mescolando delicatamente per circa 15/20 minuti.

A quel punto unire curcuma, zenzero e assafetida. Poi aggiungere le alghe e le verdure, lasciando cuocere pr altri 10/20 minuti a fuoco basso con il coperchio. Lasciare che l’acqua si assorba tutta, senza mescolare.

Condire solo alla fine con del ghee o dell’olio crudo, coriandolo fresco e semi.

Qualche verdura, come gli spinaci freschi, può essere lasciata cruda a piacere e usata per guarnire il piatto.









Nota

Vi ricordiamo che le informazioni qui ritrovate sono di natura generale e a scopo puramente divulgativo. Quindi non vogliono (e non possono!) sostituire in alcun caso il consiglio di un medico, o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.)

Quando in questo sito viene utilizzato il termine "medicina tradizionale" lo si fa in riferimento a una categoria antropologica ben definita.













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