Pendolarismi


a cura di

LemmeLemme


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TwentyoneAvenue



22 febbraio _Ore 18:00

Il treno scivola veloce nella nebbia dell'inverno di pianura.

I nostri protagonisti sono seduti uno di fronte all'altra, accanto al finestrino, in un vagone semi deserto.

-


A. S.

- togliendosi le cuffie dalle orecchie -

Mah, ecologia è...prevenzione, cura della causa...si torna sempre ad occuparsi dell'origine se si parla davvero di ecologia. Ecco quello che molti di questi dialoghi intellettuali mancano nelle loro analisi...la necessità di focalizzarsi sull'origine.

Di un problema, di una malattia, di un sistema.

Lo sento come una falla, un rallentamento fortissimo. Capisci cosa intendo?

C. T.

- appoggiando il libro che stava leggendo sul tavolino accanto al finestrino -

Più o meno. Hai per caso ripreso ad ascoltare quel podcast?

A. S.

È come se, in mancanza di quella analisi sull'importanza dell'origine, mancasse la vera spinta alla rivoluzione ecologica..

C. T.

Cioè, un focalizzarsi sugli effetti

A. S.

Esatto

C. T.

Senza pensare a come ci si è arrivati. Ok ti seguo

A. S.

Che è poi il vizio di politica , medicina...il vizio moderno direi

C. T.

Forse non solo moderno, ma ok...

A. S.

Gestire i risultati, gli effetti ...ma non curare a fondo la causa

C. T.

Tipo il blocco delle auto una domenica al mese così, tanto per...

A. S.

Le misure d'emergenza ne sono l'esempio più lampante.

Come il dispositivo anti-abbandono sui seggiolini!


C. T.

Che è poi il motivo per cui i partiti che una volta duravano 40 anni adesso vanno a 100 e crollano nel giro di una stagione

A. S.

Cioè?

C. T.

Cioè, adesso i partiti hanno enorme successo un giorno e poi sprofondano il mese dopo perché non parlano delle cause dei problemi,

ma offrono cerotti sugli effetti immediati

A. S.

Ah ok, esatto, non avevo colto

C. T.

Una visione a raggio cortissimo, sia sulla previsione del futuro

che dell’analisi del passato

A. S.

Il concetto è lo stesso. È un vizio mentale. Un modo di procedere...

Il riciclo della plastica... è virtuoso come altre pratiche e necessario per ovviare a un problema...ma il punto è smettere di produrre plastica.. e preoccuparsi della sanità dei genitori oltre che dell'incolumità dei figli

C. T.

Dici che bisognerebbe incentivare l’uso del profilattico anziché obbligare poi a non dimenticarsi i figli? Giusto

A. S.

-sorride-

Profilattici eco compatibili, ovvio, quella è ecologia estrema!



-

Il treno ferma in una stazione deserta. Il microfono annuncia una fermata con voce incomprensibile. Nessuno sale né scende. Il treno riparte subito.

-


A. S.

Se qualcuno mi tradisce mediamente per tradizione mi devo concentrare sugli effetti e quasi mai ricercare le cause..

Non procedessimo così il 75% delle commedie romantiche degli ultimi...50 anni?...sarebbe stata senza pubblico

C. T.

Sì, nelle commedie romantiche il/la protagonista è innocente e l’altro/a il cattivo

Altrimenti addio immedesimazione

Sì, ma battute a parte, il discorso dei seggiolini cosa c’entra?

A. S.

Che vai a creare un rimedio. Un oggetto, quindi a voler guardare, un' ennesimo dispendio di energie e materiali, perlopiù ovviamente non eco compatibili… che crea commercio.

Un palliativo che dovrebbe servire come soluzione d'estrema emergenza e invece diventa prassi di prevenzione..

Il vero atteggiamento ecologico?

Investire alla base le stesse risorse e gli stessi soldi per migliorare le condizioni di vita dei genitori . Riduzione dello stress, aumento del supporto alle famiglie...etc etc

C. T.

Ma mi sfugge ancora la cosa dei seggiolini.

Quella è prevenzione, non cura degli effetti

A. S.

È una finta prevenzione...

Come vendere i farmaci per prevenire i problemi di pressione anziché andare a indagare la dieta del paziente e lavorare sulla sua alimentazione, gli stili di vita...

C. T.

Ma come potrebbe essere una soluzione d’estrema urgenza se dovrebbe essere adottata da uno che si dimentica pure del figlio? Quando mai si dirà: "tu, caro mio, sei un vero distrattone, è meglio se compri il seggiolino anti-sbadataggini!"

A. S.

Intendo dire che non dovrebbe essere la soluzione al problema...

Tuttalpiù si potrebbe considerare come extra sui seggiolini stessi di nuova produzione...come il cruise control e gli avvisi in auto se non allacci le cinture...

Se la soluzione è davvero ecologica, difficilmente immette un nuovo prodotto sul mercato… al giorno d'oggi, soprattutto, dovrebbe toglierne uno!

C. T.

Sono d’accordo, ma vallo a spiegare a quel duenne dimenticato in auto

A. S.

Se fosse passata come novità tecnologica che migliora la vita, che delega un pezzetto, per quanto inquietante dato che presume che ti dimentichi il figlio in auto, sarebbe stato diverso...Un conto è dire:"Io, marchio di seggiolini, metto questo extra", che poi diventa prassi, pian piano norma, in molti casi si rivela davvero utile e salva vita. Un altro conto, come impatto di immagine, sociale, culturale, è dire "da domani tutti i genitori devono munirsi di questo sistema di sicurezza!"

C. T.

O comunque dovrebbero essere regalati, scaricati, inclusi, dilla come vuoi. Non dovrebbero costare, sennò poni una discriminazione economica tra chi può permetterselo e chi si ritrova con un’ennesima spesa in più a cui far fronte

A. S.

Esatto. Altro atteggiamento e approccio poco ecologico.

L'impatto, il modo, la premessa, al di là del discorso che bisognerebbe lavorare a monte, sono diversi

C. T.

Voglio dire, se sono così vitali come le cinture da imporli per legge, così come le cinture non dovrebbero essere un costoso aggiuntivo

più di una maniglia o della leva del cambio

A. S.

Ma per farli entrare "di serie" ci vuole tempo...come ci è voluto tempo per fornire tutte le auto di cinture

C. T.

Sì certo, però se dici: "tutte le auto prodotte da dopo il 12/12/12 devono averlo” oppure “tutti i seggiolini prodotti da tale data devono essere muniti di...” è un conto, se dici che tocca ai genitori adeguarsi allora è diverso...

E comunque nel frattempo a nessuno frega se hai dimenticato il figlio in auto. Cioè, frega dopo che lo hai fatto, non prima per evitarlo, come dici tu

A. S.

Certo frega se lo hai già fatto...ci preoccupiamo delle conseguenze e di come evitare che succeda un'altra volta, pensando al poi non al pre...

C. T.

Sì, scusa, intendevo proprio questo. Non c’è un piano di prevenzione su certi temi e ci si interessa solo dopo quando spesso è troppo tardi

A. S.

Esatto, certo. Ulteriore aggravante al tutto.

Cosa c'è dietro un gesto simile? Perché preoccuparsi anche della salute mentale e fisica dei genitori?

Perché la chiave è lì..

Non stiamo parlando della cintura, che in caso di impatto, anche per responsabilità altrui, ti salva...stiamo parlando di prevedere un tuo crimine sostanzialmente

C. T.

Chiaro

A. S.

Comunque era per fare un esempio di quel guardare alle origini ...che si lega a un argomento non tanto ecologico in senso stretto ma alla fine fa capire bene cosa significhi curare le cause. Anche al di fuori del contesto medico , dove è più immediato comprenderlo come concetto

C. T.

Il problema di questa legge, anche se è solo un esempio di un modus operandi globale, è che nasce per far fronte a un’emergenza. Che poi non c’è, non è un’emergenza ma sembra l’unico modo per far cambiare le cose. Non c’è analisi.

È il blocco delle auto un giorno senza sensibilizzare a usare meno l’auto tutto l’anno

È il riciclo dei materiali senza spiegare che meno rifiuti produci meglio è

A. S.

Esatto. È la preoccupazione del voto come unico elemento a comprovare il risultato scolastico...il risultato accademico a corto raggio, cioè la sede d'esame, traduce l'intero operato dello studente. Se hai studiato o no non lo dicono il tuo lavoro, il dialogo, le tue scelte, i tuoi progetti, lo dice solo il voto

C. T.

È la via più comoda

E comunque, come sai io non penso che debba arrivare tutto dall’alto,

sempre colpa di chi decide.

Noi decidiamo, noi promuoviamo questo genere si approccio alle cose.

A. S.

Si noi da generazioni siamo abituati a vivere con questo sistema di fondo... Certo è diventato un modus operandi in tutto...Dalla politica, all'atteggiamento scolastico, al consumo. Quindi in parte siamo responsabili in parte no.

C. T.

Sì, non del tutto responsabili, ma quando dico noi intendo i milioni di persone, per rimanere in Italia, ma è estendibile, che a larghissima maggioranza, da generazioni, ha guardato all’immediato. Al voto, come dici tu, senza preoccuparsi di altro e del dopo

A. S.

Sistema medico

Sistema scolastico...

Non per altro poi ci sono movimenti che per creare una rivoluzione radicale, che sia culturale o politica, in fondo, inneggiano a una sorta di anarchia...perché vedere spiragli in sistemi radicati così da tempo è una sfida immane

C. T.

Credo che alla base di tutto ci sia il sistema scolastico. Quello medico, politico, sociale, amministrativo, etico, passano tutti da lì.

Temo che si sia incancrenito da molto tempo

A. S.

Passi la visita dal medico come passavi il test di matematica...se non vieni beccato puoi continuare a fare quello che facevi sempre, incurante

C. T.

- interrompe sorridendo-

Incurante! il termine perfetto...

Che poi sicuramente prima era pure peggio, ma non è molto consolatorio

A. S.

Forse parte da lì, dal sistema scolastico. Anche perché mediamente l'atteggiamento sociale politico ed etico lo fa la famiglia nella quale cresci ma anche il tuo modo di essere studente e approcciarti al sistema e all'autorità.

Ecco, prima ancora del sistema scolastico c'è il rapporto con l'autorità.

C. T.

Ho detto sistema scolastico, ma intendevo educativo, compresi i genitori e il mondo adulto in genere...

A. S.

E si torna alle origini anche nella nostra analisi come in tutto...

Alla base forse da sanare c'è il rapporto con l'infanzia.

Ci sono i primi anni , il senso di dialogo e cura che si stabilisce e costruisce nell'infanzia

Dopotutto non sembra essere un caso che le società più attente ed evolute siano quelle che hanno più rispetto per l'infanzia, culturalmente e tradizionalmente

C. T.

Che invece è ormai parte del ciclo usa e getta, immediato, comodo

A. S.

A partire dai primi mesi ,sì

C. T.

Ora si parla tanto dei tablet, ma noi da piccoli eravamo piazzati davanti al televisore per stare tranquilli. Avevo compagni alle elementari che si alzavano la domenica alle 7 per vedere i cartoni. E i nostri padri/nonni raccontano con tenerezza che andavano a letto “dopo carosello”. Cazzo, il Carosello non era nemmeno un programma era un blocco di pubblicità una dietro l’altra! Il programma più culturalmente dannoso della storia della tv ricordato come un simpatico e ingenuo passatempo infantile!

A. S.

Il concetto è lo stesso, cambiano gli strumenti...

Il punto è che la tv o i cartoni non sono il demonio, né onestamente ha forse senso proibirli...ma come li guardi? Quali guardi? Quanto spesso? Per divertirti o perché ti annoi? Con che spirito? Con che input arriva dal cartone?

Non sono domande assurde.. sono la base di un dialogo sano

C. T.

Ma certo! Non sono il demonio, sono prodotti spesso fighissimi e forme di racconto eccezionali, ma se diventano sedativi è diverso

A. S.

anche per noi tv e altre forme di intrattenimento sono diventate il sedativo più comune, perdendo totalmente altre funzioni. Mettiamo una serie-tv per non dover pensare invece di leggere un libro

C. T.

O invece di andare al cinema e guardare un film senza distrazioni e interruzioni

A. S.

Esatto. È che trasmettiamo le nostre abitudini...

se siamo abituati a rilassarci noi per primi solo con la tv anziché leggendo un libro

cosa potremmo insegnare di diverso ai nostri figli?

C. T.

Per questo non ne faccio! Per non dover leggere!

A. S.

Per coerenza sei costretto a diventare più virtuoso anche tu...è estenuante...lo so

C. T.

Ed è il bello

-

I due sorridono. Il treno si ferma di nuovo. Questa volta la voce non annuncia nessuna fermata. Le porte non si aprono. A si sporge per guardare meglio fuori dal finestrino.

La visuale è buia. Una stazione immersa nella nebbia.

-

A. S.

L'infanzia in Italia è gestita sempre a cavolo sembra...non è stato approvato un aiuto per l'acquisto del latte in polvere? Il punto è, mi chiedo...gli stessi soldi , stanziati per creare nursery in uffici e ditte, che impatto avrebbero? Sicuramente più virtuoso

C. T.

Lo sai, sono d’accordissimo con te. Penso che le due cose dovrebbero andare di pari passo. Ora abbiamo soluzione al problema immediato: il bonus.

Soluzione al problema gravidanza-parto-lavoro:...il nulla.

A. S.

O lo stesso contributo convertito in aiuto per i primi mesi per incentivare orari più compatibili con l'avvio dell'allattamento delle madri?

-

Il treno riparte lentissimo

-

C. T.

Ma perché quei soldi? Siamo tra i Paesi più ricchi del mondo, spendiamo soldi in cose assurde e non si può cercare una soluzione su più fronti? Certo che vanno spesi moolti e moolti soldi per rendere consapevoli le persone e adeguare le strutture, ma nel frattempo, per chi c’è ora...

A. S.

Certo, l'ottimale è ovvio che sarebbe avere entrambi...

come in altri paesi immagino ci sia già

C. T.

Ma infatti. In Italia piangiamo sempre una povertà assurda, ma se pensassimo, non dico al Congo Belga, ma anche solo a un Paese qualsiasi tra i 200 del mondo ci renderemmo conto di quanta forza produttiva e culturale abbiamo. Potremmo sostenere un futuro giusto e un presente migliore senza andare in bancarotta..

A. S.

Certo basta indirizzare le risorse. Se hai un pozzo ma innaffi solo le rose e dimentichi l'orto ovviamente da mangiare non avrai un cazzo a fine stagione

C. T.

E l’orto va seminato per tempo

A. S.

Il punto è sempre ricercare una fonte, andare a lavorare lì...all'origine del problema o del caso. Anche nel discorso ecologico, se non si fa questo movimento, sarà solo una rivoluzione a metà, sempre rallentata nel suo processo.

Nel chiedersi "È ecologico?" c'è molto di più che "È riciclabile? È sostenibile?".

Dobbiamo imparare ad andare oltre al discorso sui materiali che è già in auge e spingerci oltre...non è solo cosa compro ma come, dove, perché...

C. T.

Chiaro. E penso che noi, quei milioni di cui parlavo, avremmo questo potere, questa forza di mercato: compriamo in modo consapevole, il mercato ci sostiene. Siamo pigri, il mercato ci asseconda....

A. S.

A volte penso che se ci fosse un risveglio di fede della nazione ecco che davvero il popolo farebbe una rivoluzione ecologica sentita ed efficace.

Dove per religioso ovviamente intendo spirituale ma anche, in modo inattuale, anche religioso in senso istituzionale...nel nostro caso italiano, cristiano. Non cattolico eh…ma cristiano.

-

Il treno ferma frenando rumorosamente. La voce annuncia il capolinea.

-

C. T.

Una religione istituzionale??

A. S.

Carità cristiana, Spiritualità cristiana...

-

Si incamminano e si fermano davanti alle porte chiuse. il treno è fermo.

-

C. T.

Ho capito cosa intendi, però non riesco a non pensare all’Italia manzoniana, tanto più cristiana di quella di oggi, ma di fronte a crisi e presunta pandemia non ha reagito tanto meglio...

A. S.

È giunto il tempo di rileggere i Promessi Sposi.

C. T.

È sempre tempo di rileggere i Promessi Sposi!


-

Le porte si aprono con uno sbuffo. I due escono nella stazione deserta.

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