Prospettive vegetali/ Rock'n'Roll Botanico

Maddalena Berliat

con Giacomo Castana


C'è un giovane giardiniere, là fuori, che ha un profilo Instagram affollato, disomogeneo e spettinato, ma molto genuino e dall'impeto sincero e spontaneo.

Ha girato un documentario, completamente autoprodotto, i cui livelli audio iniziali sono così sfacciatamente sbagliati da strappare un sorriso per il carattere underground e irriverente.

Il documentario è Botanica per Tutti e da un anno è disponibile gratuitamente su YouTube, perché, fedele a se stesso, il regista l'ha voluto rendere uno strumento per comunicare, non un prodotto sul quale speculare.


Eventi, incontri, divulgazione, proteste contro gli orrori dell'abusivismo edilizio, programmi di ri-educazione ambientale... La comunicazione di Prospettive Vegetali viaggia veloce come veloce comunicano le piante tra loro, unendo i puntini di mappe ancora tutte da costruire, come quella, possibile, degli orti comunali di una nazione che, a dispetto delle apparenze, ha voglia di riemergere dall'impasse che la consuma.



"Il nome più anticonvenzionale tra i biofili"


IL - Il sole 24 ore





Cos'è e come è nato Prospettive Vegetali?


Prospettive Vegetali è il nome che ho dato al mio progetto di vita quando ancora non sapevo se avrei avuto la forza necessaria per poterlo rendere ciò che sognavo: un punto di riferimento per la cultura della relazione tra Uomo e Pianta, da cui non smettono mai di sgorgare progetti e complicità. Quando tutto è iniziato ero un giardiniere ventiseienne, neo “garden-designer”, privo di qualsiasi prospettiva lavorativa che non fosse al sevizio dei capricci estetici di un numero sempre minore di clienti con la possibilità di investire sulla cura delle piante e del giardino. Ora il progetto sta finalmente cominciando a dare i suoi frutti.


Uno dei motivi per cui abbiamo deciso di non rimandare oltre la nostra idea di fare un articolo sul tuo lavoro è l'imminente chiusura della raccolta fondi per l'orto sinergico di Varese. In breve, di cosa si tratta?

E come è nata l'idea di spaccare cemento per far nascere un orto in città?


A Varese stiamo provando a convincere i nostri concittadini che contribuire attivamente nello spaccare l’asfalto restituendo aree verdi alla città significa scegliere di riprogettare un luogo dove sperimentare nuovamente, in città, la nostra dipendenza dalla fertilità del terreno.

Coltivare un orto sotto casa o ovunque sia possibile, sarà ciò a cui ambiremo nei prossimi anni per essere più felici ed in forma. E con questo nostro progetto vogliamo liberalizzare questa pratica e spaccare sempre più asfalto in tutte le città italiane.


L’azione però non basta, vogliamo lasciarvi in eredità la consapevolezza di quello che stiamo iniziando a fare. Per questo in questa iniziativa sono stati coinvolti

trenta ragazzi tra i 20 e i 34 anni.




Cosa si intende per orto sinergico? Come viene gestito?


La didattica legata all’orto sinergico è stata curata dalla mia bravissima collega Giorgia Rossi, che ha dato vita al progetto Orti Sensibili. Lei ha insegnato ai trenta ragazzi che abbiamo avuto come studenti che lavorare in SINERGIA (l’uomo con la natura, una pianta con l’altra) significa ”lavorare con, mettere insieme l’energia, collaborare in senso intimo”.

La pratica dell’orto sinergico è un incrocio concettuale tra collaborazione e fusione. È rendersi conto che siamo una cosa sola.


A quel punto, la conoscenza tecnica, chimica e specifica dei diversi “regni” e delle diverse interazioni ti permette negli anni di interpretare sempre meglio i fenomeni osservati e agire con precisione, puntualità e con sempre meno sforzo fisico.


L’orto di Varese sarà lasciato in eredità all’Associazione COVO

ed alle nuove aule studio di Informagiovani Varese.

Quali realtà in altre città ti ispirano e vi guideranno nella progettazione di questa area verde? Quali sono i tuoi luoghi verdi in città preferiti?


Per 3 anni ho viaggiato in tutta Italia, investendo ogni centesimo raccolto dalle donazioni di chi mi segue, per incontrare i più grandi conoscitori di Botanica, Ecologia, Rigenerazione del suolo... Potrei andare avanti all’infinito citando ciò che di più autentico esiste come soluzione ai problemi dell’uomo moderno...

Tutte queste esperienze messe insieme, molte ancora inedite ma che desidero condividere presto con il pubblico (vedi il documentario “Botanica per tutti”), compongono le ricerche scientifiche che promuovo senza sosta e che ispirano le nostre iniziative progettuali.


I miei luoghi preferiti in città? Le alberature stradali. Ogni albero attorno al quale ci sono luci, rifiuti ed asfalto e non la Natura, mi dona la faccia tosta per continuare a sentirmi incompreso, “nel posto sbagliato”.

Ma qualcuno dovrà pur starci nel posto sbagliato per ribaltare queste prospettive.



Si parla tanto di "ritorno alla terra" nelle nuove generazioni e ancora di più dopo questo anno e oltre di pandemia. Ma quello che dimostra il tuo lavoro è un genuino ritorno al verde indipendente dal terreno, dalla vita in campagna o da scelte di vita necessariamente agreste. Il verde è intorno a noi, in città, nelle piazze, sui balconi... partire da lì è la scelta più efficace e reale. Una rivoluzione possibile nel panorama italiano?


Quello che dobbiamo capire in fretta è che non ha alcun senso promuovere (ed imporre) soluzioni complesse se non si è prima recuperato l’approccio empatico con ciò di cui dobbiamo discutere in modo costruttivo.


Siamo sicuri che per te una pianta sia la stessa cosa che rappresenta per me? Concordare è diventato molto difficile sul piano percettivo, ma sono sicuro che la nostra didattica si affinerà sempre più per raggiungere i risultati sperati, ovvero una padronanza emotiva dell’argomento Natura (Uomo compreso), alla quale si potranno sommare le conoscenze tecniche.

È questa la nostra “ricetta”: dedicare la vita ad una ricerca che ci impegnerà seriamente per i prossimi secoli, scoprendo quanto rapidamente migliaia di persone si metteranno

al nostro fianco.



Giacomo Castana dove è nato e cresciuto? E dove è nata la sua passione per il verde? Arrampicandosi sugli alberi in campagna o nei parchi di città?


Sono nato a Varese in una casa dalla quale ho potuto uscire solo salendo sull’auto, per via dell’assenza di marciapiedi ed aree verdi. Per fortuna la nostra provincia è ricca di Natura e i miei genitori hanno sempre portato me e le mie sorelle a esplorare molti luoghi, con le classiche “gite domenicali”. Ho sempre amato correre e giocare all’aperto, ma il rapporto consapevole con il vegetale richiede uno spazio emozionale che va creato nel tempo, con una specifico lavoro volto all’attenzione, al comportamento microscopico di ciò che ci circonda e all’invisibile.

In tal senso, mi ha molto aiutato avere uno strumento capace di generare la Musica delle Piante con il quale spesso faccio performance e divulgazione.


Come si fa, nell'immediato, ad aiutare l'orto di Varese e come si fa a progettare la stessa cosa nel proprio Comune?


Proprio una delle ricompense della nostra raccolta fondi, consiste nel partecipare ad un evento in mia compagnia per far suonare gli alberi secolari di Varese. Ci sono piante da orto, cartoline, taccuini e miele!

Ma per realizzare il sogno abbiamo bisogno di un ultimo sforzo economico!


Cliccando su https://it.ulule.com/varese-sinergica-2021/ potrai farci la tua donazione! E molto semplice, bastano pochi click ma la raccolta si chiude Giovedì 15 aprile! È ora di cominciare a realizzare i progetti più impattanti, con coraggio, per cambiare definitivamente direzione!







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