Latenze e Rivelazioni

Progetto a cura di

Stefania Boniotti (Maraconde)

Alberto Mancini



Stefania, nel laboratorio di Maraconde, ha creato per LemmeLemme Amanita, un burattino nato dal legno dei boschi della Valle Camonica.

Insieme ad Alberto, documenteranno il percorso di Amanita stagione per stagione; scegliendo ogni volta un processo fotografico e un contesto che raccontino quel particolare momento dell'anno e il processo creativo che guida il loro progetto artistico.


Latenze e Rivelazioni

progetto in quattro stagioni / anno 2020


La latenza è parte fondamentale e imprescindibile della documentazione di un evento, che è esistito, ma la cui testimonianza non esiste davvero finché non viene esplicitata tramite processi, quindi di fatto esisterà.

Una condizione metafisica, sai che c’è ma non la vedi, un’informazione, un semplice appunto che vuole manifestarsi, come per le idee, che viaggiano in attesa di essere prese, trasformate e rivelate.


Queste parole valgono per l’immagine latente in fotografia, ma possono essere altrettanto vere per la creazione di un burattino e per tutti gli esseri del mondo visionario di Maraconde.

Essi infatti nascono dall’attenzione per il legno che si svela a chi se ne prende cura e lo trasforma, per restituirlo al mondo, in una nuova vita. I personaggi non vengono infatti pensati prima della realizzazione vera e propria, ma si esprimono nel momento catartico di approccio al legno. Ecco così che accade la magia della creazione che si esprime grazie all’ascolto e al sentire profondo degli elementi.


Lo stesso attimo magico avviene in camera oscura, quando la pellicola si mostra a chi conosce i segreti per portarla dalla latenza alla rivelazione, tramutando un semplice pezzo di cellulosa in un vivo ricordo.

I parallelismi tra la creazione di un’immagine a pellicola e la nascita di un burattino sono molti e hanno a che fare con una serie di passaggi che portano la materia da una fase di potenzialità di nuove realtà, ad una di realizzazione delle stesse. Lavorare in analogico e costruire con le proprie mani, induce a sperimentare e a mettersi in relazione con lo scorrere del tempo e dei suoi mutamenti. Riflettendo, abbiamo intravisto un collegamento altrettanto tangibile, tra queste fasi e il processo che porta ad una metamorfosi interiore ed esteriore, chi vive con consapevolezza il cambiare delle stagioni, a contatto con la Natura.


Amanita

Così, ad ogni cambio stagionale, portiamo Amanita nel bosco da cui proviene, e ne documentiamo la trasformazione.

Al contempo scegliamo il mezzo fotografico più consono ad esprimere i caratteri di quel tempo che ad ogni trimestre muta, lasciando in dono, a corpo e spirito, rivelazioni del tutto nuove.

La metamorfosi di Amanita, la sua Rivelazione, avverrà strada facendo, stagionalmente, così come per la pellicola fotografica che ne documenterà l’evoluzione. Anche per il suo sviluppo esistono infatti tempi necessari, con le proprie caratteristiche, che renderanno la latenza parte integrante della realtà.


La pellicola è un’entità fisica apparentemente priva di vita e può restare così per tantissimo tempo. Può però decidere di svelarsi e potenzialmente di trasformarsi in infinite immagini. Il suo compimento e l’anima che le verrà donata saranno le missioni di chi si approccerà al suo mutamento.


Così come per il legno, è necessario conoscere come si comporterà sulla base di dove vorremo condurla, e come per il legno, dovremmo essere noi ad ascoltarne le esigenze e le richieste, facendo così esperienza del tempo e del suo scorrere sempre nuovo.



Stefania e Alberto

Stefania e Alberto si sono conosciuti dieci anni fa e da allora non si sono più lasciati.

Lei artista-artigiana, lui fotografo, condividono la passione per il legno e per i ricordi. Con lo scorrere del tempo, hanno unito mente, cuore e mani, dando vita a progetti e percorsi paralleli. Li popolano personaggi fiabeschi, fotografie a pellicola, pennelli, strumenti da falegname e i fili dei burattini, che costruiscono insieme,tengono unito il tutto. Amano i tempi lenti, il silenzio e le lunghe passeggiate nei boschi dove trovano ispirazione per i loro lavori.


Stefania studia arti visive in Accademia e frequenta le botteghe di vari artisti della sua città, per imparare sul campo un mestiere che sente di voler approcciare in modo pratico e concreto. Infatti dopo aver esposto in varie mostre collettive e personali, disegnando e dipingendo su carta e tela, nel 2012 decide di unire arte e artigianato e dà vita a Maraconde. Un mondo visionario costituito da rimandi all’universo dell’infanzia e ai suoi giochi, alle atmosfere della Valcamonica, la terra dove è nata e cresciuta e ai materiali di recupero, in particolare il legno, elemento che ha caratterizzato il suo tempo di bimba, trascorso per molta parte nella falegnameria del nonno materno.


Alberto opera come fotografo professionista dal 2006, ma il preludio a questa professione è da datarsi parecchi anni prima di quell’anno.Autodidatta senza nessuna formazione accademica, il suo percorso formativo è passato attraverso l’era analogica, per poi arrivare all’attuale, con lo stesso entusiasmo. Durante quegli anni, ha lavorato come assistente presso diversi studi di Brescia e Bergamo, alcuni dei quali dai “sapori” decisamente costruttivi per il suo attuale modo di porsi come fotografo.

L’amore incondizionato per il medio e grande formato a pellicola, lo porta a confrontarsi in primis con diversi aspetti della sua persona, sempre in bilico tra la ricerca del semplice, stando nel difficile e poco comodo. Un raffronto continuo con sé stesso che mantiene in vita il suo interesse per il ritratto e il dialogo con le persone che incontra grazie al suo mestiere.​


Contatti​

Mail ciao.maraconde@gmail.com - am.albertomancini@gmail.com

Instagram  @_maraconde_  @alberto_mancini_

Sito   www.maraconde.com

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