Sul comodino in Primavera

di

Stefano Calafiore


“L’uomo è la migliore immagine dell’anima umana”

946 Ludwig Wittgenstein





"Leggere inorgoglisce l’animo", ci diceva la Maestra Cattaneo.

S’intuiva che quelle parole sapevano di giusto.


Lei provava così a innescare il bello in ognuno di noi.

Noi piccoli rappresentanti del domani…

Di quel domani, fortunatamente, non ne sentivamo ancora il peso.


La lettura, in verità, per qualcuno di noi già diceva qualcosa; quella lettura piena, quella che inizi e finisci da solo.


Ce lo dicevamo. Ci si passava parola tra i più appassionati.

I fortunati ereditavamo libri e al contempo ne erano interessati, i meno fortunati non ereditavano libri e non sentivano necessità di esplorarli.

I capaci, i prescelti non ne ereditavano, ma ne erano violentemente attratti.


La svolta dell’83








Venne un bel giorno in cui partecipammo alla prima lezione di un giovane maestro. Sorridente con una bella voce chiara e squillante.

Gesticolava e si muoveva come un attore di teatro quasi avesse il compito di affabularci.

A tutti noi piacque: ai fortunati, ai meno e ai capaci.

S’intuiva perché non volava una mosca in quell’oretta di lezione.


Religione, già.

Ci meravigliammo perché non sapeva di materia, di lezione vera e propria con un maestro pesante. Al contrario, al suo arrivo in aula, molti di noi avevano capito che sarebbe stata un’ora diversa.


Il maestro si presentò: sono Marcello, l’insegnante di Religione.

Noi, a Baggio, della religione mica ne sapevano molto. Qualcuno di noi, sì, seguiva la famiglia a messa la domenica, qualcuno aveva le nonne che accendevano ceri nei pomeriggi, ma niente di più.


Ma da quel 21 marzo 1983 la nostra visione della religione e dell’insegnamento cambiò per sempre.

Sì, perché Marcello, fra Marcello per la precisione, aveva immediatamente catturato l’attenzione di tutti noi parlandoci di un ragazzino.


Un ragazzino più o meno della nostra età la cui storia, fra Marcello, la iniziò così:



“Immaginate di trovarvi in un posto splendido, pieno di sole dove il sole regola ogni cosa, dove la bella stagione accarezza le giornate dei ragazzini impegnati a giocare tra loro.

Risate, grida di gioco, richiami di mamme all’ora di pranzo. La scuola, i pranzi in famiglia, gli amici.”



Intanto ce lo vedevamo girare tra i banchi a guardarci negli occhi uno ad uno senza mancare nessuno. Catturava gli sguardi, ipnotizzava le menti con delle tecniche mai viste, che nessun maestro o maestra finora aveva mai utilizzato durante le lezioni.


Il suo tempo era il nostro tempo.


E così il tempo del ragazzino sembrava proprio il nostro.

Sentivamo l’odore, sentivamo i rumori di quei giochi all’aperto.

Persino quel sole ci abbagliava le teste. Come stare lì, nel campo da gioco con lui, il protagonista della storia. Scambiarsi un cenno d’intesa e sorridersi, far parte della stessa squadra in un pomeriggio dopo scuola. Sudare e divertirsi sollevando polvere di sabbia senza farci tanto caso.


Questa sensazione la provo ogni volta che una storia mi piace.


19 marzo 2021


Il nuovo romanzo di Giosuè Calaciura mi ha riportato a quelle sensazioni, al racconto di fra Marcello e alle lezioni che seguirono in tutto quell’anno.


Due cose mi sono tornate alla mente durante la sua lettura: quanto potesse diventare appassionante una lezione di scuola (e allora non lo si poteva davvero immaginare) e quanto il modo di dire le cose potesse cambiare per sempre i punti di vista su cose e persone.


La verità, la compassione, la generosità, l’umiltà.


Il grande racconto alle prese con un personaggio ingombrante.

Un vero e proprio romanzo di formazione trasformato da Calaciura con egregia maestria e esperienza.


Io sono Gesù.


Così sembra eclatante, ma nel romanzo vi suonerà, il suo nome, molto familiare.

Come è suonato a me la prima volta che lo sentii.

E familiare è sinonimo di vicinanza, diceva fra Marcello.

Più una storia vi suonerà familiare, più vi resterà impressa.


Leggete buone storie. Aiuterà a capire la verità.

Buona primavera a tutti.





Sul comodino questa stagione


Io sono Gesù di Giosuè Calaciura, Sellerio

Pensieri diversi di Ludwig Wittgenstein, Adelphi

Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, Einaudi

L’invenzione di Gesù di Nazareth di Fernando Bermejo-Rubio, Bollati Boringhieri








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