consigli di lettura/ Il mio tempo con Thoreau

di

Stefano Calafiore


Illustrazione di

Sil Benedetti



Il Dio Krishna gioca lanciando polveri colorate in una gioiosa danza: è la festa di Holi che si celebra nei giorni che precedono la luna piena del mese di Phalguna durante la quale, in un immenso falò, si bruciano i ramoscelli secchi dell’inverno trascorso.

Segna l’inizio di Primavera.


La rinascita, la vita nuova e la speranza che si traducono nel primo raccolto, nelle nuove luci con nuovi colori: tutto ciò che intrinsecamente appartiene al riaprirsi, a quel gesto che porta il petto verso l’alto nell’atto di una profonda inspirazione è Primavera.



Lo testimoniano e ce lo raccontano le tradizioni e le saggezze contadine riportate da generazioni che questa stagione, appena iniziata, porta la ripresa del tempo giusto e regala all’uomo la possibilità di sedere, ammirare e coglierne i primi frutti.


Mai come dentro questo momento desidereremmo riappropriarci di un nuovo tempo per prendere coraggio verso gesti che, fin qui, abbiamo colpevolmente dimenticato.

Abbiamo colto i frutti senza rispettare il tempo e non ascoltando più.


“Il giorno è il compendio dell’anno. La notte è l’inverno, la mattina e la sera sono la primavera e l’autunno, e il mezzogiorno è l’estate.”

Henry D. Thoreau.


Capitolo conclusivo del suo "Walden", Thoreau proprio qui, in Primavera, ammira il “suo” lago, lo osserva, ne descrive i mutamenti naturali durante il corso del tempo, descrive il reale avanzamento della stagione perché “tutti i fenomeni naturali di un intero anno si verificano quotidianamente in un lago”.


Recentemente l’editore PianoB, di cui vi consiglio di spulciare anche il catalogo, ha tradotto e pubblicato "Io cammino da solo – Journal 1837-1861".

Questo diario, al di là appunto dell’opera più celebre Walden, rappresenta uno strumento prezioso per conoscere Thoreau avvicinandoci emozionalmente al suo sentire.


Funge quasi da introduzione biografica questa raccolta la cui lettura ci permette di entrare nella quotidianità del pensiero e dei gesti, nelle incertezze o nelle incontrovertibili decisioni che il tempo solidifica nel percorso di questo filosofo, poeta, scrittore.

E aiuta a comprendere quanto lo spirito di Thoreau fosse quello di vivere pienamente la propria esistenza definita in una sorta di Romanticismo come passione per la vita organica, per il movimento lento delle piante, per la volontà del fiume, per il rumore del vento e il mormorio del bosco.

Il suo Romanticismo è meditazione.


Il suo pensiero, non a caso, è influenzato dalle letture dei grandi poemi epici provenienti dall’India, Bhagavadgita e Upanisad in primis.


In the morning I bathe my intellect in the stupendous and cosmogonale philosophy of Bhagavadgita… There i meet the servant of the Bramin, priest of Brahma and Vishnu and Indra…”


La purezza dell’acqua di Walden, dice Thoreau, è mescolata alla sacralità dell’acqua del Gange.

Non poteva essere altrimenti. Profondità di pensiero, sapienza e compassione.


E il rispetto. Sa bene che nell’induismo la persona è strettamente legata all’ambiente.

L’individualità della persona, l’autonomia in sé, il libero arbitrio e la facoltà di scegliere sono un patrimonio concesso da Dio.


Thoreau vive la decisione dell’esperienza di Walden per contemplare la personale natura dell’uomo e per rispettarla. Che sia stato disgustato dalle disperazioni e dalle esistenze di quella nuova America poco importa; il suo è un percorso che, molto tempo dopo, ha smosso pensieri, scosso coscienze e messo in dubbio progressioni e stili di vita.


Tutto questo per dirvi? Ah, certo: Scopritelo, leggetelo!

E partite dalla purezza dei diari di "Io cammino da solo", iniziate contemporaneamente la lettura di "Walden" (l’edizione Oscar Mondadori andrà benissimo ma vi proponiamo anche l'edizione a cura di Franco Venturi, con testo inglese a fronte, per la collana La Vita Felice, che ripropone in copertina l'illustrazione della capanna di Thoreau, citazione della prima edizione originale).


Segnatevi poi la bellissima biografia su Thoreau dal titolo "Il sentiero per Walden" di Michael Sims pubblicata dalla Luiss e lasciatevi infine avvolgere dal testo "Bhagavad Gita" nelle edizioni di Adelphi o Ubaldini.



“Non c’è niente di più bello della primavera”

Gerard Manley Hopkins



Sul comodino questa stagione


Walden - H.D. Thoreau / Venturi Edizioni _ La Vita Felice

Io cammino da solo – Journal 1837-1861 - H.D. Thoreau / Editore PianoB

Il sentiero per Walden - Michael Sims / Editore Luiss


Bhagavad Gita - Bhagavadgītā - testo sacro induista /

Traduzione di Bianca Candian per Edizione Adelphi

Traduzione con note e commentario di Icilio Vecchiotti, con saggio introduttivo, note e commento di Sarvepalli Radhakrishnan per Edizioni Astrolabio Ubaldini






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