Elemento Autunno

di

Maddalena Berliat



Sono più miti le mattine

e più scure diventano le noci

e le bacche hanno un viso più rotondo.

La rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia.

La campagna una gonna scarlatta,

Ed anch’io, per non essere antiquata,

mi metterò un gioiello.

“Autunno” - di Emily Dickinson


(Nota: trovate introduzione e riassunto dello studio dei temperamenti a fondo pagina)


Nella tradizione cinese, l’autunno è collegato all’elemento metallo, al clima secco e freddo. La natura si prepara al riposo invernale, le giornate sono più corte, le energie sono volte alla purificazione e preparazione per il freddo intenso della stagione successiva, dominano quiete, contemplazione e malinconia.

Il colore bianco domina e nutre l’elemento autunnale. Organo collegato nella medicina cinese è il polmone, organo molto sollecitato in autunno perché in questo momento dell'anno deve provvedere a ricaricare l'energia del corpo. In autunno, come è tipico dei cambi di stagione, ci si libera delle tossine accumulate durante la stagione estiva per permettere di prepararsi al freddo intenso e lungo dell'inverno.

Nella suddivisione classica di Ippocrate e Galeno, l'autunno è collegato alla milza

(che nella tradizione cinese troviamo come organo della Quinta Stagione, un periodo breve, identificato nel cambio di stagione da estate ad autunno, così importante e ben definito come momento di passaggio "pre-autunnale" da meritare una stagione tutta sua),

al colore nero (un non-colore proprio come il bianco) e al sentimento di malinconia e tristezza (punto in comune con la visione cinese).

Per tradizione classica, infatti, il temperamento collegato all'autunno era il melanconico.

I sentimenti dominanti sono quindi la tristezza, la contemplazione, la concentrazione meditativa, l'ascolto, la malinconia (in negativo se vissuta come uno squilibrio, in positivo come processo emotivo di elaborazione e passaggio), la stanchezza fisica e mentale.

La luce si riduce giorno dopo giorno, i sentimenti e il clima, se ascoltati nella loro natura più sincera, ci invitano a una spontanea forma di rallentamento.




In alcuni studi sulla pedagogia Waldorf (che come abbiamo già visto nei precedenti articoli hanno numerose analogie sia con gli studi classici che con la medicina tradizionale cinese), ancora una volta, i collegamenti tra temperamenti e stagioni appaiano sfalsati di una stagione, come “in ritardo”. Ad esempio, nella letteratura che collega il lavoro sui temperamenti di Rudolph Steiner alle stagioni e alle feste dell'anno*, la correlazione più forte per il periodo autunnale è con il temperamento collerico, quasi in accordo cromatico al rosso e arancione dei boschi in questa stagione, del raccolto ricco e vivido. Spariscono così il bianco e il nero e la malinconia prende i colori vivi e ricchi della maturazione.

La palette, viva e stimolante, dei frutti maturi e delle foglie, sono allora il canto alla stagione che muore. L'energia della natura saluta, in un lungo tramonto rosso fuoco, la stagione calda e ne ha raccolto le forze e i colori come carica per l'arrivo del buio e del freddo, come antidoto alla malinconia che l'autunno ispira nell'animo umano.


*Emma Graf, Temperamenti umani e nutrizione - Natura e Cultura Editrice







“Come le foglie cadono dagli alberi, anche il nostro albero bronchiale si riempie di cellule morte, compaiono i catarri che la natura produce per ripulire i bronchi iniziando l'efficace drenaggio autunnale che permetterà la formazione di nuove cellule pronte ad affrontare i freddi invernali. Mai interrompere questo meccanismo con farmaci anticatarrali, perché il bimbo in inverno si ammalerebbe continuamente"

Davide Angelucci , Il Bambino I Cinque Elementi e la sua dieta – Planorbis Editore Nell’ayurveda le analogie più forti con gli elementi autunnali sono nel Dosha Vata, quello legato al cambio di stagione, il più mobile dei tre Dosha. Già incontrato per la primavera, è infatti il responsabile del dinamismo e del movimento, senza di lui , i due altri Dosha restano inerti. Interessante collegare questo principio alle stagioni, dando alle "mezze stagioni" di passaggio, un ruolo cardine per l'equilibrio di estate e inverno.

Collegato al sistema nervoso e immunitario, è visto come responsabile dei movimenti all'interno del corpo: flusso, espressione verbale, circolazione, eliminazione, ciclo, parto. Muove e stimola. Uno squilibrio dato da un eccesso di Vara nella tradizione ayurvedica vede aumentare il rischio di disturbi nervosi , depressione e malattie articolari. Collegato alla maturità ha infatti punti in comune con gli elementi spesso caratteristici della vecchiaia: magrezza (leggerezza), saggezza (lavoro intellettuale più che fisico).

Nell'estate avevamo accennato come fosse essenziale che il fuoco del furore estivo producesse una buona brace, fertile e utile alle stagioni successive.

Eccoci quindi al momento, simbolico e non, in cui si raccolgono i frutti del processo estivo.

Gli alberi hanno dato frutto, la fatica dovrebbe essere ora ripagata con una serena fase di contemplazione della "fine". Dalla fine, dalla brace, dalla morte (intesa come passaggio e non come strada a fondo chiuso), la terra, base fertile, al riposo che serve al nuovo seme per poter germogliare di nuovo. Interessante e allarmante notare ancora una volta la schizofrenia della società nella quale viviamo.

Il processo naturale di chiusura, ascolto e fisiologico rallentamento viene brutalmente dimenticato in nome dell'inizio della "nuova stagione". Collegato al ritorno a scuola e alla riapertura delle attività lavorative dopo la pausa estiva, l'autunno cittadino, vive ormai completamente svincolato dalle leggi della natura, ribaltando completamente la percezione e l'abitudine.


Mentre gli animali creano il nido per il riposo, noi iniziamo ad anticipare le svegli e le ore fuori casa proprio a settembre, per antonomasia momento delle novità...dai palinsesti alle sfilate di moda. L'agenda si infittisce dove dovrebbe guadagnare tempo per l'ascolto.

La stagione è quella giusta per rimettersi al banco di studio e riaprire i libri dopo un lungo periodo di pausa, perché è la stagione della riflessione, dell'intelletto, dell'elaborazione virtuosa e intellettuale. Eppure la routine scolastica e lavorativa hanno a tal punto perso la loro magia che resta gran poco della poesia legata alle letture al primo imbrunire. Tornano invece forti competizione e pressione, energie opposte al volere istintivo del nostro corpo. Qual'è il prezzo che paghiamo?

Più che mai nelle mezze stagioni è evidente come la nostra casa, il corpo (e la natura), sia strettamente collegata al principio di armonia per garantirsi un buon funzionamento...logico, sostenibile, virtuoso, piacevole. Proprio come l'animo, il carattere, l'indole, diventano una pennellata in più a marcare una caratteristica o un tono della persona solo se non ci sono grandi eccessi a prendere il sopravvento.


L'arte dell'equilibrio probabilmente sta nel riconoscersi in un tratto, accettare il limite del proprio essere, bilanciare gli elementi con strumenti semplici (ad esempio con l'alimentazione!). Il passaggio delle stagioni con le loro peculiarità si percepisce in natura, nelle età della vita, nei tratti dominanti del carattere; riscoprirlo e onorario fa parte del processo. Così l'autunno è il prezioso momento di transito, da ascoltare e rispettare. Autunno portatore di morte con le sue festività (31 ottobre e 2 novembre) a tema...una morte fonte di brace fertile e humus, una morte quindi sacra, essenziale, simbolicamente potente e giusta. Autunno portatore di raccolto e di raccoglimento.

Autunno preraffaelita, capace di onorare il fascino della fine in modo non macabro e incredibilmente vivido e potente. Prima dell'arrivo del gelo buio, del vero riposo sottoterra, del corpo caduto e del suo seme, brillano in fila le lanterne di San Martino. Prima ancora brillavano i primi lumini nelle zucche vuote. In casa ritrovano posto e senso le candele. Si riaccendono i fuochi, quelli del camino in casa per scaldare, quelli di sterpaglie nei campi per ripulire e preparare. Agricoltura e tradizioni popolari ancora una volta, luoghi utili dove ricercare senso e ispirazione. Salutiamo questa stagione con gentilezza e gratitudine, salutiamo così l'ultima stagione dell'anno (l'inverno avrà il suo culmine già nel nuovo anno), la luna del raccolto, la stagione delle tristezze e degli addii malinconici, ai quali portar rispetto e onorare, con bouquet di foglie rosse, boschi di faggi in fiamme e tramonti che riscaldano il bianco e nero dell'inverno in arrivo.



Temperamenti - Elementi - Stagioni


Lo studio dei temperamenti umani risale all'epoca dell'antica Grecia, lo dobbiamo a Galeno (129 - 201) e a Ippocrate (460 - 375 aC) con la sua teoria degli umori (i 4 liquidi che governavano il funzionamento umano: linfa, bile nera, bile gialla e sangue) ed è legata all'osservazione dei quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco.

Paracelso (1493-1541) unisce poi al carattere scientifico una visione spirituale, per arrivare poi agli studi di Goethe e Shiller (teoria dei colori e dei temperamenti) che ispira, insieme alle basi provenienti dal mondo greco-romano, Rudolph Steiner nella formulazione delle basi dell'antroposofia.

L'antroposofia di Steiner, con continui e forti collegamenti al mondo cristiano, individua quattro temperamenti:

malinconico, flemmatico, sanguigno, collerico

Quattro temperamenti, quattro organi (dove per gli antichi c'erano quattro umori), quattro elementi (perfettamente in linea con teoria dei quattro elementi occidentale).


Precedente è la visione della medicina tradizionale cinese. Anche qui l'esigenza comune è quella di trovare analogie e collegamenti per individuare tipologie fisiche e caratteriali della persona. Qui i tipi individuati sono cinque, uno per stagione (in Cina va ricordato che è riconosciuta una quinta stagione, alla fine dell'estate), uno per elemento (non più la concezione quaternaria occidentale ma terra, fuoco, legno, acqua, metallo secondo i principi del Feng Shui).


Anche nella tradizione indiana ritroviamo la stessa esigenza di individuare delle nature costituzionali con i tre Dosha dell'ayurveda: Vata, Pitta, Kapha. Anche qui 5 elementi, che combinati guidano i dosha senza rappresentarli in modo univoco come nelle altre tradizioni:

Etere e Aria per Vata

Terra e Acqua per Kapha

Fuoco e Acqua per Pitta


Le diverse tradizioni mediche hanno spesso punti d'incontro. Le intuizioni di Steiner, che ritrovano moltissime correlazioni con le tradizioni e i simboli cristiani, hanno ad esempio dei punti d'incontro con i più complessi e antichi studi della medicina tradizionale cinese. In un'era contemporanea che vede un rifiorire di scuole ad ispirazione Steineriana (pedagogia waldorf), non ci sono moltissime letture e studi che incrocino i moderni saperi della tradizione cinese e l'antroposofia in cerca di punti d'incontro ed evoluzione.


Per quanto sia una scienza "debole" (priva dei fondamenti scientifici e dei riconoscimenti della medicina cinese che già da tempo ha trovato una comunicazione con la medicina occidentale classica), nella nostra cultura occidentale, dove siamo stati abituati a distinguere e ricercare nature costituzionali (al di fuori della genetica), indole personale e carattere tramite le ormai inflazionatissime (e perlopiù imprecise) informazioni date dall'astrologia, la teoria dei temperamenti è di fatto l'unica "scienza" sul tema occidentale di nascita, con radici profonde sia nella storia greco romana (origine della nostra cultura e tradizione) sia in quella cristiana che ancora domina nel nostro mondo "laico".

In una modernità in evoluzione, si confida che la predisposizione alla comunicazione sia sempre maggiore. Sia da parte della scienza tradizionale nei confronti di saperi e intuizioni che poggiano le basi nei suoi stessi luoghi (usando quindi riferimenti, cibi, tradizioni e un linguaggio comuni), che da parte dell'antroposofia nei confronti di saperi a lei precedenti e di quei punti d'incontro che lasciano intuire un terreno di lavoro comune.


Ci divertiremo stagione per stagione, in modo amatoriale e senz'altro più intuitivo che scientifico, a tracciare quelle linee tra i punti in comune che emergono tra le righe delle letture. Ci fermeremo a raccontare quelle analogie e differenze che intercorrono tra i diversi studi, nati tutti con lo stesso principio motore di fondo: individuare tipologie che ci guidino all'armonia (fisica, mentale, spirituale) e creare legami tra uomo ed elementi naturali.

A ognuno la libertà di trovare e indagare la sua "scuola" di pensiero affine, di dare fiducia o meno a un "metodo". Sempre, ci auguriamo, con l'animo critico e attento che mette in dubbio gli assolutismi, pronto a riconoscere i punti di risonanza con la propria esperienza, aperto a considerare il pensiero altrui e approfondirlo per curiosità.










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