Elemento Estivo

di

Maddalena Berliat



Sei calda come i baci che ho perduto Sei piena di un amore che è passato Che il cuore mio vorrebbe cancellar

Odio l'estate Il sole che ogni giorno ci scaldava Che splendidi tramonti dipingeva Adesso brucia solo con furor

testo canzone “Estate” - Martino Bruno, Brighetti Bruno

Il mezzogiorno dell'anno, con meno ombre e sfumature, tagli di luce netti e rovesci di medaglia radicali: il caldo secco che ingiallisce le messi o il temporale abbondante che inonda il campo.

(Nota: trovate introduzione e riassunto dello studio dei temperamenti a fondo pagina)


Nella tradizione cinese, l’estate è collegata all’elemento Fuoco, al clima secco e caldo. La natura è al massimo, le giornate sono più lunghe, la luce sembra infinita e l’energia yang domina.

Il colore rosso domina e nutre l’elemento fuoco.


Organo collegato nella medicina cinese è il cuore, che invece (insieme al gusto agro e al colore rosso) secondo la tradizione classica di Ippocrate è collegato al clima primaverile, come avevamo visto qui.


Numerosi elementi si sovrappongono e si trovano ripetuti o scambiati collegati a primavera o estate, spesso facendo apparire la seconda come una “esagerazione (o evoluzione)” della prima.

Se per tradizione classica il temperamento sanguigno era collegato alla primavera, all’estate si collegava il temperamento bilioso/collerico.

I sentimenti passionali e giovanili vedono come un’evoluzione nel tipo collerico, sia nelle qualità (coraggio,azione, fierezza) che nei difetti (impulsività, aggressività, ira).

Ippocrate collegava al clima caldo secco estivo la bile gialla (prodotta dalla cistifellea).


La predominanza di sole, luce e caldo fanno spiccare tutti gli elementi e i colori della maturazione:

i colori sono ora il rosso vivo ora il giallo; l’età della vita la giovinezza o l’inizio dell’età adulta; le emozioni sono la gioia e l’ottimismo, che si infiammano in ira e irruenza cambiando di senso come un falò estivo che rallegra e accompagna serate miti ma può incendiare la vegetazione secca.


Interessante vedere come in alcuni studi sulla pedagogia Waldorf (che come abbiamo già visto nei precedenti articoli hanno numerose analogie sia con gli studi classici che con la medicina tradizionale cinese), i collegamenti tra temperamenti e stagioni appaiano sfalsati di una stagione, come “in ritardo”.

Ad esempio, nella letteratura che collega il lavoro sui temperamenti di Rudolph Steiner alle stagioni e alle feste dell'anno*, la correlazione più forte per il periodo estivo è con il temperamento sanguigno (elemento aria e tutto quello che avevamo già incontrato nella primavera).

*Emma Graf, Temperamenti umani e nutrizione - Natura e Cultura Editrice


Se in Galeno, Aristotele e Ippocrate il cuore era più strettamente collegato alla stagione primaverile e al temperamento sanguigno, nell’estate della tradizione cinese il fuoco del cuore domina e nutre.

Cuore, vasi sanguigni, sangue, circolazione e intestino tenue (la più grande riserva di sangue del nostro corpo): sede di elaborazione delle emozioni.


“Il nostro intestino tenue elabora gli alimenti e assorbe solo ciò che è utile al corpo e la stessa cosa fa con le emozioni.

(…)

Ma se l’intestino è sempre obbligato a rielaborare cibi tossici, emozioni negative, cosa rimane per nutrire il nostro corpo e il nostro cuore?”


Davide Angelucci , Il Bambino I Cinque Elementi e la sua dieta – Planorbis Editore


Nell’ayurveda le analogie più forti con gli elementi estivi sono nel Dosha Pitta, il più “energico e caldo” dei tre Dosha.


Collegato a metabolismo e trasformazione, sovrintende la produzione di energia.

Un suo eccesso, come l’eccesso di yang nella tradizione cinese, porta all’eccesso di elementi energici vitali ma potenzialmente infiammanti, come il calore stesso.


Elementi “estivi” in equilibrio, garantiscono la base di una buona pressione, digestione, fertilità. Un disequilibrio porta all’eccesso e quindi, come in ogni stagione o temperamento, un’alterazione nociva. Nel caso dell’estate l’eccesso di calore, di ira, di fuoco sono il tragico ritratto di una società attuale perennemente “infiammata”.


Se infatti forse l’uomo moderno, adulto, dovesse scegliere nella sua maggioranza una stagione e un elemento che lo rappresenti, sarebbe senza dubbio l’estate.

Purtroppo non sempre nella sua accezione o nei suoi collegamenti più virtuosi ma spesso in quelli più sbilanciati.

Pensiamo al numero di eccitanti e adrenalinici che circolano e dei quali sentiamo continua necessità. Una società appassionata, sì, ma anche costantemente attizzata come un fuoco da tenere perennemente vivo.


Abbiamo portato fuoco estivo e bilioso nei nostri inverni e nei nostri autunni, tradendone la natura, non come elemento equilibrante e rassicurante ma come “luce sempre accesa” (ad esempio la massima produttività richiesta in momenti di riposo fisiologico).

Gioco che può rivelarsi accecante in estate, se si pensa all’abitudine di sommare al naturale caldo e “furore” estivo una perenne “febbre” ed eccitazione chimica o artificiale.


Il culmine dell’estate, nel festeggiamento pagano e ricco, è rappresentato dal Solstizio e dalle celebrazioni come la vicina Festa di San Giovanni. Il fortissimo messaggio, un po’ perso un po’ stravolto, è quello di entrare in forte connessione con la Natura, in occasione di una sua “massima espressione”, accogliendo il significato di quel momento in preparazione della fase naturale successiva. I momenti di vita intensa ma anche di riposo e riflessione estivi, prima della completa maturazione; come un’età giovane e adulta vitale che matura.


Dalle braci del fuoco estivo nasce la terra, base dell’elemento autunnale.

Ma per avere una buona brace, occorre un fuoco che non divampi solo ma che si spenga piano piano, dolcemente. Acceso con calma e pazienza ha dato un ristoro sicuro, una luce centro della festa, una difesa dai pericoli, una celebrazione della luce del sole. Alla luce del fuoco estivo ci si attarda a raccontare storie, ci si azzarda a dormire dove in altre stagioni non sarebbe possibile, sotto le stelle. Poi lento e tranquillo prima dell’alba il buon fuoco si attenua, restano tizzoni di carbone, brace, cenere.


Una poesia e un’analogia potente quella del fuoco, cuore e simbolo di passione ed emozione, che andrebbe rivalutata in questa società estiva illuminata a festa coi fuochi artificiali e i neon, intossicata di barbecue accesi con la benzina che fa falò sulla spiaggia e li spegne a secchiate.








Temperamenti - Elementi - Stagioni

Se mi baci sulla bocca piango

ed è inverno

se mi baci sul collo rido

è primavera

Mi baci sul seno e sospiro

è estate

poi mi baci il ventre e socchiudo gli occhi

è autunno

Lo studio dei temperamenti umani risale all'epoca dell'antica Grecia, lo dobbiamo a Galeno (129 - 201) e a Ippocrate (460 - 375 A.C.) con la sua teoria degli umori (i 4 liquidi che governavano il funzionamento umano: linfa, bile nera, bile gialla e sangue) ed è legata all'osservazione dei quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco.

Paracelso (1493-1541) unisce poi al carattere scientifico una visione spirituale, per arrivare poi agli studi di Goethe e Shiller (teoria dei colori e dei temperamenti) che ispira, insieme alle basi provenienti dal mondo greco-romano, Rudolph Steiner nella formulazione delle basi dell'antroposofia.

L'antroposofia di Steiner, con continui e forti collegamenti al mondo cristiano, individua quattro temperamenti:

malinconico, flemmatico, sanguigno, collerico

Quattro temperamenti, quattro organi (dove per gli antichi c'erano quattro umori), quattro elementi (perfettamente in linea con teoria dei quattro elementi occidentale).

Precedente è la visione della medicina tradizionale cinese. Anche qui l'esigenza comune è quella di trovare analogie e collegamenti per individuare tipologie fisiche e caratteriali della persona. Qui i tipi individuati sono cinque, uno per stagione (in Cina va ricordato che è riconosciuta una quinta stagione, alla fine dell'estate), uno per elemento (non più la concezione quaternaria occidentale ma terra, fuoco, legno, acqua, metallo secondo i principi del Feng Shui).

Anche nella tradizione indiana ritroviamo la stessa esigenza di individuare delle nature costituzionali con i tre Dosha dell'ayurveda: Vata, Pitta, Kapha. Anche qui 5 elementi, che combinati guidano i dosha senza rappresentarli in modo univoco come nelle altre tradizioni:

Etere e Aria per Vata

Terra e Acqua per Kapha

Fuoco e Acqua per Pitta

Le diverse tradizioni mediche hanno spesso punti d'incontro. Le intuizioni di Steiner, che ritrovano moltissime correlazioni con le tradizioni e i simboli cristiani, hanno ad esempio dei punti d'incontro con i più complessi e antichi studi della medicina tradizionale cinese. In un'era contemporanea che vede un rifiorire di scuole ad ispirazione Steineriana (pedagogia waldorf), non ci sono moltissime letture e studi che incrocino i moderni saperi della tradizione cinese e l'antroposofia in cerca di punti d'incontro ed evoluzione.

Per quanto sia una scienza "debole" (priva dei fondamenti scientifici e dei riconoscimenti della medicina cinese che già da tempo ha trovato una comunicazione con la medicina occidentale classica), nella nostra cultura occidentale, dove siamo stati abituati a distinguere e ricercare nature costituzionali (al di fuori della genetica), indole personale e carattere tramite le ormai inflazionatissime (e perlopiù imprecise) informazioni date dall'astrologia, la teoria dei temperamenti è di fatto l'unica "scienza" sul tema occidentale di nascita, con radici profonde sia nella storia greco romana (origine della nostra cultura e tradizione) sia in quella cristiana che ancora domina nel nostro mondo "laico".

In una modernità in evoluzione, si confida che la predisposizione alla comunicazione sia sempre maggiore. Sia da parte della scienza tradizionale nei confronti di saperi e intuizioni che poggiano le basi nei suoi stessi luoghi (usando quindi riferimenti, cibi, tradizioni e un linguaggio comuni), che da parte dell'antroposofia nei confronti di saperi a lei precedenti e di quei punti d'incontro che lasciano intuire un terreno di lavoro comune.

Ci divertiremo stagione per stagione, in modo amatoriale e senz'altro più intuitivo che scientifico, a tracciare quelle linee tra i punti in comune che emergono tra le righe delle letture. Ci fermeremo a raccontare quelle analogie e differenze che intercorrono tra i diversi studi, nati tutti con lo stesso principio motore di fondo: individuare tipologie che ci guidino all'armonia (fisica, mentale, spirituale) e creare legami tra uomo ed elementi naturali.

A ognuno la libertà di trovare e indagare la sua "scuola" di pensiero affine, di dare fiducia o meno a un "metodo". Sempre, ci auguriamo, con l'animo critico e attento che mette in dubbio gli assolutismi, pronto a riconoscere i punti di risonanza con la propria esperienza, aperto a considerare il pensiero altrui e approfondirlo per curiosità.



















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